30-sep-08

 

La Fonderia Bastanzetti venne fondata da Donato e Remigio Bastanzetti a Udine.
Il trasferimento ad Arezzo fu dovuto al caso durante un viaggio per impiantare al sud una fonderia-officina meccanica. Dopo un solo giorno in città, Donato si convinse ad aprirvi una sede che fu inaugurata nel settembre del 1889 sotto la direzione del fratello Remigio presso quella vecchia officina Bertillacchi tra via Leone Leoni e via Porta Buia.
La sede a Udine rimase attiva fino al 1900, poi tutta la produzione venne stabililmente trasferita ad Arezzo.
Lo stabilimento si articolava in tre sezioni: una per la fonderia del bronzo, una per la fonderia della ghisa ed infine la parte e officina meccanica destinata alla produzione di macchine agricole.
Il periodo tra le due guerre fu per l'azienda quello di massima espanzione con la produzione oltre che di macchine agricole e cucine per comunità, di campane (la specialità della ditta), di lapidi, di targhe commemorative e di tombini.
Durante la seconda guerra mondiale l'officina venne spostata nella località di Giovi e dopo il conflitto riprese al più presto la produzione.
Col passare degli anni, la sede dell'azienda si venne a trovare inglobata nel centro cittadino e cominciò a decadere risentendo anche della crisi metallurgica.
Seguì la chiusura dei battenti nel 1987.
Piero Franchini conserva circa 3000 quintali di attrezzature con le quali la Bastanzetti ha eseguito tutte le lavorazioni divenute famose nel mondo, tra queste i lampioni dei lungarni fiorentini, la campana destinana alla torre littoria di Addis Abeba commissionata da Mussolini (circa 10 tonnellate), molte immagini sacre per il Vaticano, alcune fontane di New York e tante altre cose ancora visibili al giorno d'oggi.
L' Idea di Franchini era quella di donare tutte queste attrezzature alla città di Arezzo per collocarle in un museo, ma purtroppo tutto è rimasto un sogno.
Questo sito vi aggiornerà nel caso ci fossero sviluppi futuri a riguardo e chiede a tutti i cittadini interessati di lasciare un messaggio email messaggio a otticafranchini@libero.it con oggetto "Fonderia Bastanzetti".

 

Evento speciale ad Arezzo

dal 27 di settembre al 5 ottobre 2008 in Piazza Grande alle Logge Vasari presso la sede del "Foto Club La Chimera" si terrà una mostra di fotografie storiche seguita da un'esposizione di formelle originali utilizzate per la fusione.

ecco alcune immagine rappresentative:

 

 

La luce del ferro riemerge dal buio. Il buio della Bastanzetti, nel tunnel di una storia che si è chiusa tanto tempo fa. Il buio di una fabbrica che gli anni hanno trasformato in rudere. Un buio nel quale solo la luce di un flash poteva fare breccia. Il flash di Piero Franchini, un fotografo innamorato della storia e che i reperti della Bastanzetti prima li ha salvati dalla ruggine e poi dai giapponesi che li volevano comprare. E il flash di Glauco Ciacci, il padre del Foto Club La Chimera, che ha unito in un colpo solo Foto Antiquaria e il ritorno alla luce delle formelle storiche Bastanzetti. (Alberto Pierini tratto da "La Nazione di Arezzo" del 24 settembre 2008)

La storica Fonderia Bastanzetti sarà la protagonista della mostra di fotografie storiche arricchita con le formelle originali della fabbrica aretina, che appartengono alla collezione privata di Piero Franchini. Con queste formelle la Bastanzetti ha eseguito tutte le lavorazioni divenute famose nel mondo, tra le più celebri i lampionidei lungarni fiorentini, la campana destinata alla torre littoria di Addis Abeba, molte immagini sacre per il Vaticano e alcune fontane di New York. L'eccezionalità della mostra sta nel fatto che verranno esposte per la prima volta e solo una minima parte della straordinaria collezione, il cui pezzo più pregiato verrà mostrato ai visitatori solo in foto. Si tratta di una formella con incisioni in latino ed ebraico, risalente al 1883, dove si può ancora leggere chiaramente il nome di Unmberto I, a ricordo probabilmente di un fatto storico per il quale ancora gli esperti stanno conducendo i loro studi. (tratto da "Il Nuovo Corriere Aretino" del 24 settembre 2008)